BAGNI SAN FILIPPO
Bagni San Filippo è un piccolo centro termale posto a 524 m.di altezza s.l.m. alle falde del Monte Amiata: è conosciuto per alcune sorgenti termali sulfuree, ricche di carbonato di calcio, per il "Fosso dell'Acqua Bianca" e per la "Balena Bianca", che non sono altro che un torrente di montagna che porta acqua calda e una "cascata" di calcare.
La leggenda attribuisce a San Filippo Benizi, priore dell'ordine fiorentino dei Servi di Maria, non solo

l'appellativo della località, ma anche il miracolo dello scaturire delle acque, lasciate in dono agli abitanti del luogo in cui si era rifugiato in eremitaggio nel 1296 per sfuggire all' elezione al soglio pontificio nel conclave di Viterbo.

San Filippo Benizi è sepolto nella chiesa dei Servi di Maria a Todi: era nato a Roma nel 1233 e aveva studiato medicina e filosofia a Parigi e a Padova; entrò nell'ordine dei Serviti a 19 anni e sette anni dopo, nel 1259, fu ordinato sacerdote. Divenne priore generale nel 1267: sotto la sua guida l'Ordine, non ancora consolidatosi, acquisì rapidamente importanza e forza, diffondendosi in Italia e in Germania grazie anche ai suoi viaggi missionari. A Filippo Benizi stavano particolarmente a cuore le sorti dei poveri e degli ammalati e di questi si occupò con grande altruismo e benevolenza fino alla sua morte avvenuta il 22 agosto 1285 a Todi; fu canonizzato da papa Clemente X nel 1671 e la chiesa lo celebra il 22 agosto, anniversario della sua morte.


Le prime notizie certe di un "Casale S. Philippi" risalgono all'anno 859 ma alcuni ritrovamenti di due necropoli romane testimoniano come il luogo fosse già abitato in epoca imperiale (I - II sec. d. C.) e le sue acque utilizzate dai romani per le terme. Le terme furono, poi, ristrutturate nel 1556 grazie all'intervento di Cosimo de' Medici e utilizzate da illustri personaggi: nel 1485 le aveva già frequentate Lorenzo il Magnifico, nel 1635 vi giunse il granduca Ferdinando II de' Medici che qui guarì da un fastidioso mal di testa. I bagni raggiunsero grande fama nel Rinascimento come testimoniano la citazione delle terme nella "Mandragola" del Machiavelli e le illustri frequentazioni di Papa Pio II Piccolomini.


Le acque di San Filippo contengono abbondanza di carbonato di calcio che solidificando forma delle concrezioni bianche: questa proprietà di cementazione fu utilizzata, verso la metà del XVII sec. da Leonardo de Vegni che inventò una tecnica, detta plastica dei tartari, con la quale riuscì a realizzare vari oggetti; per la loro realizzazione nel 1766 de Vegni istituì una apposita fabbrica.

Queste acque,che sgorgano alla temperatura di 52° C, sono classificate come sulfureo - solfate - bicarbonate ipertermali e sono utilizzate nello stabilimento termale per balneoterapia, fangobalnoterapia, inalazioni, aereosol e docce nasali. Inoltre trovano applicazione nella cura delle malattie osteo - neuro - articolari, dell'orecchio - naso - gola, dell'apparato respiratorio e della pelle.